LA PRODUZIONE ZENART PER FIRENZE JAZZ FRINGE FESTIVAL: il processo creativo organizzativo

 

Sentiamo spesso parlare di produzione. Che si tratti di uno spettacolo, di un Festival come il Firenze Jazz Fringe Festival 2018 o addirittura –  nel caso Zenart – della produzione di un programma televisivo come Variazioni Su Tema, programma TV di Gege Telesforo andato in onda su Rai5, il termine “produzione” resta per la maggior parte di noi una definizione confusa, ove ciascuno immagina, senza un’idea veramente precisa, risvolti quanto mai differenti.

 

Cosa si intende quando si parla di produzione?

E di cosa si occupa, quindi, la produzione Zenart?

 

Per produzione si intende, in primis, un processo creativo e organizzativo.

 

ANDIAMO PER STEP: STRUTTURA. Ogni azione della produzione è concretamente rivolta a coniugare gli interessi di soggetti pubblici e privati. Nel caso del FJFF 2018, si è trattato sostanzialmente di mettere attorno a un tavolo Città metropolitana, Comune di Firenze e sponsor. Una volta stabilitol’impianto e la sinergia fra soggetti pubblici e privati (impresa quanto mai meticolosa e piuttosto assidua) si può dire di aver costruito l’elemento che costituisce la struttura di un Festival.

CONCEPT DELL'EVENTO. Il passo immediatamente successivo diventa quello di trovare il concept più adatto alla manifestazione.Ed è proprio qui che ci si addentra, ‘finalmente’ se così si può dire, nella fase più artistica dell’organizzazione: a partire dalla scelta di un direttore artistico capace di interpretare al meglio lo spirito della manifestazione, parliamo di Furio Di Castri ed Enrico Romero nel caso del FJFF2018, e attraverso la scelta dei singoli artisti che costituiranno l’intero Festival. 

PROCESSO CREATIVO ORGANIZZATIVO. Un risultato artistico viene ottenuto soltanto coniugando gli aspetti tecnici e lo sforzo organizzativo, come la sicurezza di chi lavora e di chi assiste le normative che regolamentano e disciplinano gli spazi, piuttosto che le deroghe acustiche e - oggi più di ieri - l’attenzione verso la sicurezza del pubblico (ancor più quando questi concerti sono quasi tutti gratuiti), fino a raggiungere – come in una piramide – gli aspetti non solo artistici, fase più evolutiva di questo processo, ma anche gli sforzi di comunicazione per trarre maggior impulso e visibilità da una manifestazione che, come il FJFF, è  unica nel suo genere.

Lungi dal voler semplificare in poche parole un processo quanto mai complesso, quello della produzione di uno spettacolo, di un Festival, o di un programma TV, è un processo di largo respiro, un elemento che ha reso il Firenze Jazz Fringe Festival un Festival diffuso, e dall’ampia possibilità di scelta. Punto forte del FJFF2018 non è infatti stato il palco, quanto la capacità di valorizzare e convogliare tutte le attività commerciali che hanno aderito al Festival offrendo un ampio ventaglio di concerti, rispetto a tutti gli altri jazz festival.

Ecco come gli aspetti tecnici hanno portato a risvolti artistici: nella stessa serata si ha avuto la possibilità di partecipare al mainstage, oppure di scegliere il jazz più tradizionale o all’avanguardia, in tutti i locali della Città. Per festival diffuso si è inteso infatti in primis il coinvolgimento dell’intero tessuto di locali e della Città coinvolta all’unisono.  Interesse di carattere culturale da parte degli attori pubblici, ed esigenze di visibilità per gli sponsor che preferiscono attrarre un Festival non rivolto agli addetti ai lavori, ma che abbia un ampio coinvolgimento e che risponda alle esigenze nn solo dei turisti che vivono la città, ma anche degli stessi fiorentini, conferendo loro l’occasione di vivere la propria città.

 

 

 

 

 

 

 

 

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